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RECENSIONE: CECITA' di José Saramago

Buongiorno a tutti. Oggi sono qui con una nuova recensione, si tratta del libro "Cecità" di José Saramago, edito da Feltrinelli.
TITOLO: Cecità
AUTORE: José Saramago
CASA EDITRICE: Feltrinelli
ANNO: 2013
PREZZO: 9,50
PAGINE: 288
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TRAMAIn un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un'umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull'indifferenza e l'egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.
Era da tantissimo tampo che volevo leggere questo libro e finalmente l'ho letto. Il libro inizia con un giovane uomo seduto nella propria macchina, mentre aspetta che il semaforo passi dal rosso al verde. Ma all'improvviso diventa cieco. 
Il cieco, insieme alla moglie, si reca dall'oculista per sapere cosa gli sta succedendo. Da qui parte il contagio. I primi ciechi vengono portati all'interno di un ex manicomio, che ora funge da quarantena. Tra questi ciechi troviamo: il primo cieco, il medico che l'ha visitato, la moglie del medico e altre persone. 

Andando avanti nella storia non conosciamo mai il nome delle persone, perché alla fin fine non servirebbe a niente sapere come si chiamano in quanto tutte le persone non vedono, qui l'unica cosa per riconoscersi è la voce

In mezzo a tutti questi ciechi c'è una persona che ci vede ed è la moglie del medico, la quale avrà un ruolo fondamentale all'interno di tutta la storia, grazie a lei molte persone sopravviveranno. Ovviamente la vita nell'ex manicomio non sarà affatto semplice, i ciechi saranno sottoposti a molte "sfide" come il cibo, l'igiene...

Cecità è un libro molto forte. I temi che vengono descritti al suo interno non sono per niente semplici da affrontare. Ci sono alcune scene che mi fanno fatto venire la pelle d'oca. Penso che se l'avessi letto diversi anni fa, non l'avrei apprezzato come adesso. Sicuramente è un libro che merita di essere letto, non è assolutamente banale, anzi, dal mio punto di vista, dopo aver letto questo libro, penso che tutti noi siamo indispensabili, chi più chi meno. L'unica cosa che non mi ha colpito molto sono stati i dialoghi, alcuni li ho trovati troppo lenti. Comunque è un libro che vi consiglio di leggere, almeno una volta nella vita.

VOTO4 rose

Commenti

  1. Davvero un bellissimo romanzo! Lo lessi tanti anni fa, e mi piacerebbe rileggerlo ☺

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